LE 5 PAROLE CHIAVE DELL’HR OGGI: EMPATIA, ASCOLTO, FIDUCIA, ADATTABILITA’ E SOSTEGNO

Intervista a Matteo Bracchi - Direttore Risorse Umane dell'Istituto La Provvidenza

Quale percorso professionale e di studi per raggiungere il ruolo attuale di Direttore Risorse Umane?

Il mio percorso professionale nasce inizialmente nell’ambito dell’amministrazione del personale. Ho iniziato a lavorare a 20 anni, subito dopo il diploma. Prima di entrare nel mondo del lavoro ho però dedicato un paio d’anni a una mia grande passione, il tennis, che ho praticato a tempo pieno.

Nel 2001 ho poi avviato la mia carriera professionale presso una software house di Milano con circa 150 dipendenti, dove mi occupavo della gestione amministrativa del personale.

Successivamente ho avuto l’opportunità di entrare in un contesto più industriale, all’interno di una multinazionale leader nella produzione di materie plastiche, la Giovanni Crespi di Legnano, che contava circa 340 dipendenti.

Anche in questa realtà ho lavorato principalmente nell’amministrazione del personale, occupandomi delle diverse attività legate alla gestione normativa e amministrativa.

Quello era un ambito che trovavo davvero molto interessante. Mi sono chiesto: perché non provare a diventare consulente del lavoro?

Così ho iniziato a studiare con questo obiettivo, ho svolto due anni di praticantato e mi sono preparato per sostenere l’esame di Stato. Purtroppo, non sono riuscito a superarlo. Era anche l’ultimo anno in cui potevo sostenerlo con il titolo di ragioniere, quindi ho dovuto prendere atto della situazione e decidere di interrompere quel percorso.

Ho scelto di concentrarmi completamente sull’attività lavorativa, mettendo da parte lo studio e dedicandomi a tempo pieno alla mia crescita professionale nel ruolo che già ricoprivo.

Ho proseguito con un’esperienza in una società di mediazione creditizia, dove gestivo circa 340–350 dipendenti.

È stato un passaggio importante perché ho iniziato a occuparmi della gestione del personale a 360 gradi: non solo della parte amministrativa, ma anche di aspetti giuslavoristici, formazione, selezione e gestione dei rapporti con le rappresentanze sindacali.

Un ruolo quindi molto più ampio e strategico.

E’ stato il momento in cui ho ampliato davvero le mie competenze, assumendo una visione più completa della funzione HR.

Poi però l’azienda ha attraversato un momento difficile, infatti ha presentato fallimento.

In quel contesto sono stato coinvolto dal curatore fallimentare per occuparmi della ricostruzione dei crediti dei dipendenti e dei collaboratori. Me ne sono occupato per circa un anno. Non è stata piacevole, perché parliamo comunque di un fallimento aziendale, con tutte le implicazioni umane e professionali che comporta.

Però è stata un’esperienza estremamente formativa: mi sono confrontato con una situazione nuova, delicata e ad alta responsabilità, che mi ha fatto crescere moltissimo sia dal punto di vista tecnico sia da quello personale.

Successivamente ho svolto un periodo di consulenza per una società di servizi nell’ambito della gestione delle risorse umane, in outsourcing. Mi occupavo principalmente di selezione del personale: screening dei CV e colloqui individuali. È stata un’esperienza che mi ha permesso di approfondire ulteriormente la fase di recruiting.

Poi è arrivato il primo grande gruppo ospedaliero, nel 2011 sono entrato in Humanitas, all’interno della funzione Amministrazione del Personale.

Inizialmente mi occupavo di cedolini paga e gestione delle presenze; successivamente ho ampliato il mio ruolo seguendo la contrattualistica, il contenzioso e l’ambito disciplinare — che era la parte che sentivo più affine alle mie inclinazioni.

Inoltre, supportavo la Direzione del Personale nei rapporti sindacali. Sono stato in Humanitas per circa sette anni. È stato un periodo molto significativo per la mia crescita professionale.

Successivamente sono stato contattato da un ex collega per entrare nel Gruppo San Donato e ho deciso di intraprendere questa nuova sfida.

Il Gruppo San Donato è il più grande gruppo ospedaliero in Italia e per me era davvero motivo di orgoglio entrare a far parte di una famiglia così importante.

Qui ho lavorato per cinque anni nella sede della società consortile che forniva servizi a tutti gli ospedali del gruppo.

Mi sono occupato della gestione del personale a 360 gradi: amministrazione, formazione, selezione, aspetti giuslavoristici e contrattualistici, fino alla gestione del budget del personale.

Direi che questa esperienza ha rappresentato, in un certo senso, il completamento del mio percorso, perché mi ha permesso di integrare e consolidare tutte le competenze maturate negli anni e mi ha permesso di interfacciarmi con responsabili di area e colleghi di altissimo livello.

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